Il segreto per vivere la mia vita: felice.

Alcuni la chiamano “fortuna”, altri “priorità”.
“Le scelte sono sacrifici e, inevitabilmente, questo significa rinunciare a qualcosa che vuoi per qualcosa che vuoi di più” (Jones, White Collar).

Tutti e ognuno di noi abbiamo la possibilità di scegliere quello che desideriamo fare con la nostra vita, chiaramente dentro le nostre capacità e possibilità.

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Cosa desideri?

In rispetto a queste dobbiamo stabilire le priorità che sono diverse per ciascuno di noi; per esempio, conseguire un buon lavoro, mettere da parte dei soldi, avere del tempo libero per dedicarlo alle nostre passioni, creare una famiglia, o, anche, semplicemente, vivere vicino ai nostri cari per poter godere della loro compagnia. Altre priorità potrebbero essere viaggiare, esplorare, scoprire, imparare e assorbire tutto quello che il mondo ha da offrire.

Non esistono priorità giuste o sbagliate perché ognuno, consapevolmente o inconsapevolmente, ha una ragione valida per sceglierle. È vero che queste priorità determinano il tipo di vita che si vuole condurre, e per questo credo che sia necessario accettare le decisioni che prendiamo in accordo con esse per vivere bene.

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Alcuni di noi hanno la curiosità impetuosa di conoscere altri luoghi, gente, stili di vita e culture diverse. Ovviamente a volte ci sono impedimenti. Niente ci viene dato confezionato e pronto.

Da anni so quali sono i miei sogni e da anni e per anni ho lavorato per conseguirli: la mia prima priorità è da sempre stata imparare una lingua straniera (poi negli anni sono diventate più di una) per poter uscire dal mio paese e avventurarmi nel mondo. Soprattutto per avere un mezzo di comunicazione che mi permetta ovunque di “sentirmi parte”. Per questa ragione, mi sono andata a cercare la vita all’estero, fin da giovane, giovanissima. Vitale per me è “protendermi” fuori dai miei confini personali (che per carattere e per esperienze pregresse si sono creati intorno a me) e quelli che mi sono stati imposti per nascita (leggi, la fortuna di essere nata europea). Ho iniziato con una vacanza studio all’età di 16 anni che ha rafforzato il mio sigillo con il mondo, nello specifico con quello anglosassone. Per poi consolidare questo legame quando ho preso definitivamente il volo a 24 trasferendomi a Brighton. Non tutti sanno che una volta afferrata l’idea del sogno ho lavorato sodo verso la realizzazione concreta di esso. Lavoro da quando ho 15 anni perché per me l’indipendenza (che in molti intendono per lo più in termini di soldi) è vitale. Vitale è affermarmi come individuo che, a volte, sbaglia, a volte, fa bene ma che ha SEMPRE scelto. Per andare a vivere autonomamente in Inghilterra ho dato una spinta al mio budget lavorando in una gelateria per 8 mesi senza giorno libero, scrivendo al contempo la mia tesi di laurea (altra priorità al tempo). Non ho mai chiesto un appoggio economico per perseguire il sogno. Un appoggio morale, sì. Sempre. Ed ho avuto sempre la fortuna di trovarlo.

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Fa quello che ami. Ama quello che fai

Per tener fede alla mia priorità, cioè quella di vivere in paesi stranieri (ho provato anche l’Austria e l’Australia), mi sono dovuta adattare alle circostanze che ogni nuovo ambiente e cultura mi richiedeva, ho passato anni lontana dalla mia famiglia e dai miei amici, scoprendo nuovi angoli di mondo e ribaltando le prospettive per dedicarmi alla professione (leggi, insegnare inglese) che mi fa sentire appagata.

Le priorità cambiano al passo con gli anni che si susseguono e al ritmo della diversa me che trovo sempre il tempo di scoprire, e della quale prendere consapevolezza. Al momento la mia priorità è viaggiare (avendo lavorato incessantemente negli ultimi 5 anni per conseguire il lavoro che mi realizza appieno). Preferibilmente stare in un paese straniero più di dieci giorni, per un periodo che mi permetta di poter entrare in contatto con il luogo e le persone. Qualcuno chiede: “Ma come fai?”, “Ma perché?”, “Ma sei sempre a giro!” La situazione economica già l’ho chiarita: non sono ricca, non chiedo soldi. Ma dello stipendio che guadagno, una parte va sempre a finire nel barattolo dei viaggi. È la prima operazione che eseguo. Andare in viaggio dopo un anno di lavoro è un’esigenza e non uno sfizio.

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Ama la tua vita

Quando posto articoli o foto di viaggio non lo faccio per farmi vedere o per suscitare invidia. Lo faccio perché penso che di là dallo schermo, davanti alla pagina ci possa essere qualcuno che possa beneficiare delle mie esperienze. Per chi vorrà andare e per chi, invece, non potendo può comunque viaggiare ed avvicinarsi a culture lontane attraverso le mie foto o le mie parole strampalate. Tantomeno mi ritengo un’esperta né pretendo di dispensare nozioni per le quali lascio spazio a libri e guide specializzati. Infatti scrivo di quello che vedo e in rispetto a quello che mi succede. Va da sé che ognuno vivrà i luoghi, il rapporto con la gente in modo del tutto personale. Gli eventi nei miei viaggi sono del tutto fortuiti. Ma non sono inventati. Sono episodi che mi succedono e per la loro peculiarità mi piace condividerli con chi avrà il tempo di fermarsi qui. La loro “casualità” mi permetto di interpretarla come segni del destino perché li rileggo in base alle mie esigenze. L’intento non è nemmeno quello di propormi come guru spirituale.
Quando mi viene detto : “Certo che vivi bene te!,”, voglio rispondere “non bene, benissimo perché faccio la vita esattamente come me la immaginavo da piccola”. Come dicevo prima, ogni scelta presuppone un qualche sacrificio a monte e, inevitabilmente, questo si traduce con l’aver lasciato qualcosa che si vuole per qualcosa che si vuole di più.
C’è chi mi chiede anche: “Qual è il segreto?”. La risposta è davvero semplice e cioè che mi sono chiarissime quali siano le mie priorità. In ogni fase della mia vita.

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È tempo di essere felice
[le foto di questo articolo sono tutte dal Web]

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