Myanmar (Birmania), Sud-est asiatico

Essere viaggiatori consapevoli in Asia: cosa non fare

È proprio il caso di dirlo: “paese che vai, usanza che trovi”. Qui non si tratta di usanze, quanto di “regole” culturali che non coincidono con le nostre, ma che è il caso di sapere se non si vuole risultare sgarbati o, addirittura, offensivi.

Nel sudest asiatico spesso potete trovare cartelli informativi nei quali si elenca una serie di consigli su cosa fare e cosa non fare.  Immagino siano stati creati proprio per i viaggiatori “non asiatici” per guidarli e renderli viaggiatori consapevoli e responsabili.

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Decalogo del viaggiatore accorto alla stazione di Kalaw (Myanmar)

Tra i vari paesi del Sudest asiatico ci possono essere delle lievi differenze, ma in linea di massima le cose da non fare sono comuni a tutti.

Per esempio, appena si esce dall’aereoporto di Bangkok, in autostrada, si possono vedere cartelli che richiamano l’attenzione al fatto che il Buddha e la sua testa non devono essere usati come decorazioni per la casa, né come tatuaggi. Lo stesso cartello lo troverete al banco dei controlli dei passaporti (tuttavia, questo avvertimento l’ho visto solo a Bangkok)

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Cartellone a Bangkok

Andiamo per ordine e cerchiamo di capire cosa è sconveniente, offensivo o inopportuno fare quando si viaggia nel Sudest asiatico.

Gli asiatici sono popoli miti e rispettosi. Non urlano, non parlano a voce alta e sono devoti alla religione buddhista. Il Buddha è la massima figura di riferimento e i templi e le pagode sono luoghi nei quali pregare e mostrare rispetto e deferenza.

1) Vesti in modo appropriato

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alla Kuthodaw Paya (Mandalay) dove è custodito il “Libro più grande del mondo”

Quando si visitano questi spazi di culto è bene ricordare di indossare abiti appropriati e di togliere le scarpe (o infradito o calzini) e camminare scalzi (ovunque, anche nei bagni se si trovano all’interno degli edifici). All’entrata dei templi, troverete sempre cartelli illustrativi che vi ricordano cosa non potete fare: per esempio, indossare gonne o pantaloni corti, cappelli e top sbracciati o con spalline molto fini.

È sempre utile portare con sé uno scialle che vi possa coprire (non vi ingombrerà e non sarà troppo pesante nelle giornate di afa. Inoltre, potrete metterlo e toglierlo con agilità); altrimenti indossare t-shirt che coprano le spalle. Se vi siete dimenticati di questi accessori, non ci sono problemi. All’ingresso, gli addetti vi daranno in prestito (o, come mi è successo in Laos e a Bangkok) vi “noleggeranno” gli indumenti necessari.

2) Testa sì, piedi no!

La testa è la parte più sacra per i buddhisti, mentre i piedi, agli antipodi, sono considerati la parte più infima. Per questo motivo:

  • Quando ci si siede di fronte ad una statua del Buddha non si devono mai puntare i piedi verso di lui. La posizione più consona è stare a gambe incrociate o, ancora meglio, stare in ginocchio con i piedi che puntano nella direzione opposta alla statua.
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statua all’interno di un tempio a Bagan (Myanmar)
  • Non si tocca la testa dei bambini. Per noi è un gesto affettuoso quello di accarezzare la testa dei bambini. Con questa premura, vogliamo mostrare protezione e vicinanza. La testa è sacra nel Sudest asiatico, per questo non si dovrebbe toccare, né passare oggetti a persone al di sopra di questa. La testa è il luogo dei chakra più alti, quelli più eterei e vicini alla divinità. È il varco dell’illuminazione.
  • Un’altra accortezza è quella di non utilizzare i cuscini per sedersi, in quanto anche questi servono per poggiare il capo (questa regola l’ho vista solo in Myanmar in effetti.)
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la testa è la parte più sacra del corpo.

3) Non baciatevi (in pubblico, si intende)!

Questo vale in tutto il Sudest. Eh sì, per le effusioni amorose c’è da aspettare di essere in luoghi privati. Immagino che anche questo accorgimento non richieda molto sforzo.

È talmente inappropriato mostrare questo tipo di affetto, che, in Myanmar, le coppiette che passeggiano nei parchi portano con sé degli ombrelli (anche quando non piove). L’ombrello infatti offre il riparo perfetto da occhi indiscreti e permette di non sprecare nessun momento tenero. Ed io trovo questa usanza estremamente romantica.

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Innamorati al parco

A Yangon nel People’s Park, c’è la cosiddetta “Lovers’ Lane”. Qui è facile incontrare innamorati, seduti su panchine coperte, che si riparano con ombrelli.

4) Non date regali ai bambini.

In Myanmar, l’istruzione dei bambini è importantissima, mentre mendicare e l’accattonaggio sono considerati disdicevoli. Per questo non si dovrebbero dare regalini ai bambini, senza prima aver chiesto. Se visitate scuole, le donazioni di penne, quaderni o altro materiale educativo sono ben accette, ma dovreste sempre chiedere ai maestri o a chi vi accompagna.

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Queste sono solo alcune delle regole che si applicano nel Sudest asiatico. Le altre si rifanno al vivere civile e al buonsenso e non dovrebbe essere necessario ribadirle (ma evidentemente, occorre).

– Non fare rumori molesti.

– Non sporcare.

– Ubriacarsi e disturbare sono atteggiamenti  visti negativamente.

– Usare l’acqua con parsimonia (questo si dovrebbe fare anche a casa!).

– Non vi avvicinate troppo agli animali selvatici (perché sono imprevedibili e se vi attaccano, non è colpa loro!)

È  bene essere preparati quando si va in un paese straniero. Non tanto per non incorrere in sanzioni pecuniarie, quanto per non fare figuracce e passare per zoticoni!

Viaggiare è fatale ai pregiudizi, ai bigottismi, e alle menti ristrette.

Mark Twain

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