Toscana, VIAGGI

Vedere il mondo con gli occhi di Terzani – Orsigna

Io avevo qui la mia seconda patria che ha rappresentato, me ne rendo conto ora, la magia della mia vita. Perché questo posto è misterioso, è una valle chiusa che non va da nessuna parte, con una storia di grande povertà.

Se avete letto un qualsiasi libro di Tiziano, il nome Orsigna non vi è sicuramente sconosciuto. Perchè l’Orsigna, questo crocchio di casine nella montagna del Pistoiese, è Tiziano Terzani e lui è l’Orsigna. I due nomi sono inscindibili, così come le loro due anime.

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bandierine nepalesi e pietre accatastate vicino all’Albero con gli Occhi

Dice Tiziano in “La fine è il mio inizio”, in un capitolo dedicato interamente a questo posto di pace, che l’Orsigna rappresentava per lui l’unica possibilità di evasione dalla madre che a Firenze non lo lasciava mai libero. Figlio unico, iperprotetto, l’orgoglio della famiglia. Tiziano iniziò a venire a Orsigna quando aveva 5 anni, sotto raccomandazione del medico che prescrisse aria buona per le sue “ghiandoline”. E l’aria buona di Orsigna, in questa domenica soleggiata di Ottobre, è la stessa che si respirava quando Tiziano era finalmente libero di correre tra i “sentieri, le montagne, le grandi gite di notte a vedere la levata del sole”.[cit.]

“La fine è il mio inizio” è stato il primo libro che io abbia mai letto di Tiziano Terzani. Il titolo non potrebbe essere più appropriato. Attraverso questa lettura ho iniziato ad amare questo essere umano speciale; proprio dalla sua fine, ripercorrendo la sua vita a ritroso. Questo racconto tenero, a tratti languido, ricco di vita, di un padre, alla fine della sua esistenza, al proprio figlio, mi ha portato lontano. Lontanissimo. A visitare alcuni dei paesi cari a Tiziano, come la Cambogia, il Laos, la Thailandia e infine proprio Orsigna.

Ed ho trovato tutto come lo ha descritto questo grandissimo poeta, filosofo, amante della vita, della natura e dell’umanità. E la presenza di Tiziano è forte perché, mi rendo conto, che il suo spirito non ha mai lasciato Orsigna. Come in tutti i luoghi che ho visitato sulle sue orme, mi faccio da parte e lascio la parola a Tiziano.

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Castagne (buone!) nel bosco

“Così viveva la gente. Viveva di castagne, di funghi e del granturco che coltivavano, però erano tutti poeti. Prima di tutto perché erano pastori, gente che con un filo d’erba in bocca stava in cima a una montagna a guardare il gregge e a pensare alla vita, a Dio, alla natura.”

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Una poesia vicino a case Cucciani

“Ricordo che quando arrivai in Tibet ero colpitissimo dal fatto che ogni pietra lì aveva una storia. Ci vai ora e c’è il supermercato. E allora? Quello che proprio mi angoscia è come noi così volutamente, così distrattamente ci impoveriamo la vita.”

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L’Albero con gli Occhi

“Se dal nostro prato guardi questa valle meravigliosa e intatta, capisci che è stata una sponda che mi ha aiutato ad avere quello che io ho sempre cercato: un altro punto di vista. Per me l’Orsigna è questo. E mi piace scomparire qui, perché c’è un’anima che io sento, perché l’ho vissuta. Questa è la mia Himalaya. Qui, in questo posto dove sono arrivato da bambino, ho sentito la magia della vita in generale, la magia della natura. Con la modernità, la magia retrocede, ma rimane in qualche modo negli alberi, nelle foreste, nei tramonti quando il sole cala dietro alla Pedata del Diavolo.”

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L’Orsigna vista dall’Albero con gli Occhi

“Mi piacerebbe vedere che i miei nipoti vivono in un mondo di cui si sorprendono, in cui c’è ovunque qualcosa di meraviglioso da osservare.”

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Nel bosco di faggi per arrivare al sentiero di Tiziano

Folco: “Dov’è che sbagliamo?”

“Facciamo una cosa molto semplice. Viviamo vite di corsa, troppo piene di stimoli, continuamente distratti dal lavoro, dal telefono, la televisione, i giornali, da quelli che ci vengono a trovare. Siamo sempre di corsa, sempre di corsa, non ci fermiamo. Chi si prende più degli spazi vuoti, del tempo per il silenzio? La sera al bambino gli danno da mangiare, lo mettono un po’ davanti alla televisione e poi a letto, perché  questi vogliono vedere un film, quelli vogliono andare dagli amici. Sarebbe così semplice dire << Fermi tutti. Stasera si va a vedere le lucciole!>>”

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“Onestamente Folco questo mondo è una meraviglia. Non c’è niente da fare, è una meraviglia. E se riesci a sentirti parte di questa meraviglia – ma non tu, con i tuoi occhi e i tuoi piedi; se Tu, questa essenza di te, sente d’essere parte di questa meraviglia – ma che vuoi di più, che vuoi di più? Una macchina nuova?

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