Australia, VIAGGI

Prologo di un viaggio dal passato

Questo è un viaggio che viene da un’altra epoca. Quando…

… la comunicazione era gestita diversamente: erano i primi mesi di Facebook (almeno i miei) e per comunicare si mandavano principalmente gli sms. Le dodici ore di fuso orario con l’Italia erano davvero un grande ostacolo. Il detto “il tempo è denaro” era pertinentissimo: per connettersi ad Internet si doveva cercare un Internet Point; i soldi contati si convertivano in minuti preziosi, troppo pochi per raccontare tutto.

… anche i ricordi venivano scelti con cura: non c’erano gli smartphone, gli scatti venivano da una Casio compatta e senza Google Drive (o servizi simili per poter conservare e condividere le migliaia di foto), si doveva selezionare con attenzione cosa fotografare.

… sul camper non era istallato il GPS, ma ci orientavamo con una carta stradale pagata pochi dollari (quella della foto in copertina). Oggi, questo atlante, porta i segni di distanze, fermate della benzina, chilometri fatti, i posti preferiti, gli animali selvatici avvistati: una vera e propria mappa dei ricordi.

… la radio decideva la nostra colonna sonora. Le porte USB nelle macchine erano ancora un’invenzione futuristica e su tutte le frequenze impazzava “Use Somebody” dei Kings of Leon.

[Tweet “La radio, il vento dal finestrino e le meraviglie di questo paese erano tutto ciò che ci serviva per sentirci liberi e infinitamente felici”].

È un viaggio dove, al mattino, il sole che batteva impietoso sulla lamiera del tetto era la tua sveglia naturale; parcheggiati in riva al mare, si faceva colazione con il suono delle onde; la sera, a letto presto, dopo una partita di carte e ci si addormentava sotto un soffitto di stelle.

È stato un viaggio del…

… mangiare pasta e carote crude (la migliore abbronzatura che abbia mai avuto!);

… lavarsi quando e dove capita (mille docce fredde, il lusso di intrufolarsi negli spogliatoi di una piscina pubblica per godere finalmente dell’acqua calda).

… del guardare all’insù nella speranza di scorgere un koala sonnecchiante.

… del calcolare minuziosamente quanti chilomentri mancano alla prossima pompa di benzina ed essere contenti di trovare un supermercato Coles perché in frigo non c’e’ più niente e stai morendo di fame.

… delle lunghe strade dritte;

Outback
il Jucy nell’ Outback

dei canguri pazzi che attraversano la strada all’improvviso;

del mare freddo e troppo pericoloso per fare il bagno

del pesce che abbiamo pescato e cucinato;

della gioia dei BBQ all’aria aperta; di amici ritrovati dall’altra parte del mondo.

Abbiamo percorso distanze interminabili a bordo del Jucy che è stato la nostra casa, ma, a volte, anche la nostra prigione; passare ore in silenzio dopo una litigata poteva essere una tortura mortale…nessuna via d’uscita, ma al primo avvistamento di un canguro, l’incazzatura passava in un batter d’occhio. Il lavoro di squadra aveva la meglio: “Parcheggia dai! Prendi la macchina fotografica! Dov’è andato? Eccolo là, bellissimo!” Poi di nuovo via di corsa perchè i chilometri che ci dividevano dalla prossima fermata erano tantissimi.

E’ stato un viaggio in coppia e del quale adesso non fa più male parlarne. Il tempo ha fatto il suo dovere e ha cicatrizzato ferite passate. Ha messo fine a tutto: all’amore ma anche al periodo di lutto che ha seguito la sua conclusione. Si possono riguardare le foto e questo torna ad essere uno dei viaggi più belli che io abbia mai fatto. Quando anche ascoltare quella canzone non stringe più lo stomaco, ma ti viene voglia di ballare, cantandola a squarciagola. E si può tornare a sognare l’Australia.

State sintonizzati…il 29 Ottobre 2008 si parte!

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