Australia, VIAGGI

Alla Ricerca di Nemo: due mesi a Sydney

Il mito dell’Australia ce l’ho dal giorno in cui Bim Bum Bam proietta per la prima volta “Lucy May”; nel cartone animato, la protagonista, una bambina inglese, si trasferisce con la sua famiglia vicino ad Adelaide. Rimasi impressionata, ovviamente, dagli animali che la ragazzina considerava domestici. A casa mia eravamo pieni di gatti e lei giocava ad “acchiappino” con canguri e dingo. Roba dell’altro mondo! Quando poi, nella programmazione pomeridiana della trasmissione, si aggiunge anche la biondina Georgie, l’Australia svetta in cima alla lista dei posti assolutamente da visitare. Nella mia testa di bambina innocente, anch’io voglio dormire abbracciata a un koala! In tempi moderni ci si mette anche Walt Disney. Con “Alla Ricerca di Nemo”, capisco che non posso più aspettare!

Decido di partire nell’anno in cui avrei compiuto 29 anni; ultimo compleanno utile per accedere al visto lavorativo di un anno. Le leggi australiane per l’immigrazione sono molto rigide: entro i 30 anni e dopo un anno si torna a casa (il working holiday si può estendere fino a due anni, se si fanno lavori utili all’economia del paese, cioè nelle fattorie a raccogliere frutta, o si può prolungare se la compagnia per la quale si lavora decide di sponsorizzarci).

Arrivo a Sydney di mattina presto. Sono partita da New York il giorno prima e ho passato ore interminabili tra volo e scalo a Los Angeles. Ho i piedi che sembrano due plumcake. Il primo impatto con l’Australia è devastante. Se non fossero bastate le ore di volo e i fusi orari, i mille controlli in aeroporto mi danno il colpo di grazia.

Esco nella luce abbagliante della mattina e mi metto a cercare l’entrata della metropolitana: il mio ragazzo di allora aveva trovato casa a Bondi Junction. Per arrivarci devo prendere la metro fino a Central Station, da lì cambiare e prendere un altro treno per arrivare a “Old South Head Road”, dove avevamo la casa.

Sono uno zombie con due valigie.

A Sydney ho vissuto due mesi. Il primo, l’ho passato a girovagare per la città o sdraiata sulla bianchissima e rinomata spiaggia di Bondi Beach. Poi a fine ottobre siamo partiti per un lunghissimo viaggio: cinquantadue giorni e quasi 13 mila chilometri a bordo di un camper, che porta il nome di Jucy. In realtà i Jucy non sono camper veri e propri; sono macchine lunghe fornite di un “letto”, un minifrigo e un fornello (per il bagno vi spiegherò poi!).

Questo il nostro itinerario:

Da Sydney si prosegue verso nord attraversando il New South Wales (la cui capitale è appunto Sydney), Queensland (Brisbane), Northern Territory (Darwin, dove noi non siamo arrivati, ma abbiamo visitato Alice Springs, la seconda città), South Australia (Adelaide), Victoria (Melbourne) e infine si rientra nel New South Wales per tornare al punto di partenza.

È un viaggio che chiude un’era. L’ultimo compleanno prima di entrare nei 30 (allora mi pareva che sarei poi diventata vecchia tutto d’un colpo, oggi rido al pensiero!). È stato un viaggio di libertà (come quella che ho provato dopo l’esame di maturità), spersi nella natura selvaggia di una terra sconfinata, l’orizzonte l’unico limite. Ogni volta che arrivavamo nelle grandi città, scappavamo a gambe levate. Per quanto fossero grandi, stranamente eravamo colti da un senso di soffocamento. E allora via, in marcia di nuovo.

Sarà per quello che anche a Sydney, non riesco proprio ad ambientarmi. Esageratamente estesa, incredibilmente dispersiva, non trovo punti di riferimento. Anche qua, come i primi due anni in Inghilterra, mi ritrovo a vivere in una casa gigante con altre quaranta persone. Sebbene la convivenza fosse complicata, il solo pensiero di cercare un’altra sistemazione mi opprime. Non ho nemmeno voglia di sbattermi a cercare un lavoro. Mi metto, quindi, a dare lezioni private d’italiano; sparo un cifra supersonica (30$ all’ora) e la famiglia pugliese che mi contatta accetta senza batter ciglio. I figli sanno parlare, ma non scrivere né leggere in italiano; così due pomeriggi a settimana, vado a casa loro e ripasso la divisione in sillabe. Sono una famiglia carinissima: mi fanno trovare sempre il caffè pronto e biscottini, a volte mi portano a pranzo fuori. Insomma, mentre i miei coinquilini si ammazzano di lavoro, per pochi spiccioli, dai kebabbari o fanno falafel a Edgecliff (un pensiero alla Robi), io studio la grammatica italiana. Una pacchia!

Nonostante il privilegio , mi stanco presto. Continuo a far fatica a sentire l’anima di Sydney. Penso continuamente a Brighton e a come tutto era a misura d’uomo; lì sapevo gestirmi bene, qua sono un pesce fuor d’acqua.

Rientrati dal viaggio in camper, rimarrò a Sydney fino a Capodanno 2009, poi la decisione di rientrare in Europa. I primi venti giorni del nuovo anno li passo in Nuova Zelanda. Un’altra avventura: da Christchurch a Queenstown, in una macchina scassata, campeggiando dove capita. Con il senno di poi, se potessi tornare indietro, non butterei via un visto di un anno dopo soli quattro mesi. A volte, però, per amore, si fanno scelte sbagliate. Questo, però,è un capitolo chiuso e non mi interessa più.

Cosa vedere a Sydney:

  1. La bellissima Opera House (dentro ci sono entrata solo per far pipì!)
Opera House da Bondi Junction dove vivevo io
Opera House da Bondi Junction dove vivevo io

2. Harbour Bridge

Harbour Bridge
Harbour Bridge

3. Royal Botanic Garden

Un immenso giardino, proprio vicino all’Opera House. Qua vedrete gli abitanti di Sydney fare jogging, i novelli sposi scattarsi le fotografie per l’album del matrimonio. Quante passeggiate ho fatto in questo piccolo angolo di paradiso! I curatori del giardino invitano i visitatori a camminare scalzi, abbracciare gli alberi e parlare agli uccelli! Anche qua flora e fauna sorprendono per la loro varietà.

Botanical Garden
Botanical Garden
Pipistrelli appesi come grappoli
Pipistrelli appesi come grappoli

4. Circular Quay

Skyline dal Circular Quay
Skyline dal Circular Quay

5. Coca Cola Sign: un punto di ritrovo

Coca Cola Sign
Coca Cola Sign

6. St. Mary’s Cathedral e fontana

Cattedrale di St. Mary
Cattedrale di St. Mary

7. Bondi Beach

Bondi Beach dall'alto
Bondi Beach dall’alto

A Sydney non sono mai riuscita a fare il bagno in mare. La spiaggia e’ meta gettonatissima da surfisti di tutto il mondo, acqua gelida e onde “da paura”!

tipico cartello sulle spiagge australiane
tipico cartello sulle spiagge australiane
Surfisti in cerchio. Qualcuno sa perche'??
Surfisti in cerchio. Qualcuno sa perche’??
Murales sulla spiaggia di Bondi
Murales sulla spiaggia di Bondi

8. Bondi to Coogee Coastal Walk

Di spiagge Sydney ne ha molto, meno conosciute della famosa Bondi, ma altrettanto belle. La camminata di 6 km circa da Bondi a Coogee e’ imperdibile.

sculture lungo la camminata
sculture lungo la camminata

9. Animali insoliti

opossum
opossum
ibis
ibis
pavoncella mascherata
pavoncella mascherata
pappagallo
pappagallo

Se vi ho incuriosito, ragazzi continuate a seguirmi in questo viaggio a “testa in giu'”! E’ solo l’inizio!

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