Cambogia, Crescita Personale, VIAGGI

Tutta colpa del Sagittario, ovvero Phnom Penh la citta’ delle rivelazioni

Quando un fiume arriva ad uno spartiacque, prendendo una nuova piega, inizia a snodarsi attraverso terre ancora inesplorate. Anche la mia vita ha scollettato diversi crinali, al di là dei quali il cambiamento è stato inevitabile: Brighton, l’Australia, rientro in Italia e poi la Cambogia, ma soprattutto Phnom Penh.

La cittadina di Kep vista da Bokor National Park
La cittadina di Kep vista da Bokor National Park

L’ho detto spesso, il viaggio in solitaria mi ha cambiato, non un qualsiasi viaggio, proprio questo. Ma perché? Perché come ho scritto in uno dei primi articoli, il migliore augurio che si possa fare a chi parte è di fare gli incontri giusti. Con questo non intendo necessariamente conoscere nuovi amori. Significa essere ricettivi ed accogliere quello che l’universo ci invia, proprio quello di cui si ha più bisogno. Si chiama Legge dell’Attrazione.

Prima di partire per questa avventura avevo bisogno di credere nuovamente in me. Avete presente finire una relazione con qualcuno e rimanere con niente? Aver dato così tanto che, quando quella persona se ne va, di voi non c’è più traccia (o almeno  così crediamo)? Avete presente tornare in patria dopo nove anni e non adattarvi più. You simply don’t fit anymore! Notare che la pensate diversamente, che fate scelte non convenzionali (tipo rifiutare un’ottima offerta di lavoro per fare la precaria nella scuola?), sentirsi spesso smarriti e confusi a casa propria? Questo si chiama Reverse Culture Shock (Shock Culturale Inverso). È esattamente il contrario dello shock culturale che si sperimenta quando si va a vivere in un paese straniero. Il RCS colpisce tutti quelli che hanno vissuto all’estero e si sentono forestieri in patria. Sentire che casa vostra è in tutti i paesi in cui avete vissuto, ma, in realtà poi, non vi sentite a casa da nessuna parte.

Lasciate che ve lo dica: “È un gran bel casino!”

Se aggiungete poi che la scelta al contrario l’ho fatta all’età di 33 anni, la frittata è fatta. Gli amici rimasti (dopo così tanti anni vissuti fuori) si contano su una mano; praticamente sono tutti sposati, hanno figli, figli in cantiere o stanno provando ad avere figli da mesi. Nel mio caso, ci si mettono anche entrambe le mie sorelle (noi che da sempre ci chiamiamo le sorelle March, quelle di Piccole Donne e facciamo tutto insieme). E poi arrivi tu, che sei single già da un po’ e l’idea di iniziare una relazione ti dà acidità di stomaco; preferisci lavorare poco e guadagnare anche meno, ma seguire la tua vocazione (nel mio caso non è fare la precaria a vita, si intenda bene!); pianifichi un viaggio dietro l’altro, la lista si fa interminabile. Non basterà una vita.

Vi guardate intorno e non potete evitare di chiedervi: “Perché io sono così? Sempre irrequieta. Quella che non vuole mettere radici?”. Da quando sono nata (via, da quando ho una memoria) i miei familiari, di fronte alla mia  “voglia di viaggiare schizofrenica”, immancabilmente sbottano con: “Ti manca sempre la terra sotto i piedi!”.

Ed è vero. Espressione più azzeccata non potrebbe essere stata inventata. Le domande di prima sono inevitabili. “Perché non posso essere come tutti gli altri?”. La risposta è semplice: “Sei nata Sagittario!”. Diamo pure colpa alle stelle.

L’ho capito una sera a Phnom Penh davanti ad una bella birra ghiacciata Angkor in compagnia di Mary. Mary è una ragazza italiana che, a quel tempo, aveva deciso di vivere in Cambogia (oggi vive in Turchia). Ci aveva messo in contatto un’altra blogger. Così a PP ci siamo incontrate. Le cose in comune sono tante. La prima, ovviamente, è il segno zodiacale; le altre sono una conseguenza della prima. Adoriamo le lingue, abbiamo una qualifica CELTA (Certificate in English Language Teaching to Speakers of Other Languages), un amore incondizionato per la Cambogia e per Tiziano Terzani, stanche dell’Italia siamo andate a vivere da un’altra parte, siamo due insegnanti dedite alla nostra professione, siamo alla ricerca di un equilibrio e di una spiritualità che ci faccia vivere serenamente, siamo molto riflessive e non saremo mai quelle al centro della festa. Anche se non parliamo molto, un’opinione nostra l’abbiamo sempre. Ci piace ascoltare e non siamo asociali. Non sono nemmeno “una che se la tira”, come spesso, fraintendendomi, mi hanno etichettata.

Si dice di noi: pur essendo intensamente emotivi possono anche mostrarsi riservati.

Confrontarmi con Mary, mi ha fatto capire che non sono sbagliata (come spesso mi capita di pensare quando, pur con tutta la mia volontà, non riesco a incastrare). Sono un Sagittario.

Cosa significa essere nati sotto questo segno? Non vi preoccupate, non è una disgrazia! Se in famiglia, tra i vostri amici o nelle vostre relazioni c’è un piccolo “centauro”, non vi risulterà difficile verificare quello che ci caratterizza.

Siamo determinati: il Sagittario è quel segno metà cavallo e metà uomo. Il cavallo ha due zampe ben radicate a terra. In questo io vedo la mia determinazione. Non è per boria o per superbia, non vogliamo dire che sappiamo più degli altri, ma quando abbiamo in mente un progetto ci buttiamo a capofitto. Non importa quanti consigli contrari ci vengono dati. Vogliamo sbatterci la faccia da soli. Ci sono voluti anni per decidere di partire per la Cambogia, ma ce l’ho fatta. Il Sagittario non si dà mai per vinto. Quindi, sì, spesso mi sono schiantata contro quel muro. I “te l’avevo detto” sono inutili con noi.

All’età di 8 anni feci la mia prima lezione di inglese. Non è come oggi che siamo bombardati dall’inglese; negli anni ’80 la seconda lingua era francese. L’inglese era una sperimentazione che volle fare la mia scuola. Il primo giorno di lezione, la maestra attacca ai nostri banchini un adesivo con un nome proprio anglosassone. La sorte (è di nuovo l’universo che mi regala ciò di cui ho bisogno?) mi rifila “Elisabeth”. Mi pareva un nome qualsiasi, ma la maestra mi dice che così si chiama proprio  la Regina d’Inghilterra. Vado in un trip dei miei (anche ad otto anni!). Per settimane non volevo sentire ragioni: il mio nome era Elisabeth e guai a chi osava contraddirmi! Non ve lo dico nemmeno che la mia passione per l’inglese è nata proprio quel giorno lì. A mia madre comunico che prima o poi me ne andrò a vivere in Inghilterra, non mi prende troppo sul serio (come darle torto? Come si fa a credere a una bambina di otto anni che, di punto in bianco, crede di essere la regina d’Inghilterra?!). Invece a  24 anni, due settimane dopo la laurea, ho un biglietto di sola andata per Londra.

Si dice di noi: Hanno energia, decisione, forza di volontà, ma se vengono contraddetti possono essere assai testardi e ostinati.

Siamo sognatori e viaggiatori: la parte umana di questo centauro tiene nella mano una freccia pronta per essere scoccata. Abbiamo mille sogni e miriamo in alto (di nuovo non è superbia). Il Sagittario non si accontenta e non si ferma mai. Una ne fa e cento ne pensa. Per quello che non trova mai pace. Inghilterra, Australia, Austria i posti dove ho vissuto e chissà quali altri potrebbero venirmi in mente. Io scalpito. La valigia non è mai disfatta ed è sempre vicina all’uscio di casa.

Si dice di noi: la loro natura irrequieta e attiva troverà la sua espressione nei cambiamenti; i nati sotto questo segno si sposteranno in continuazione. Il viaggio stimola la loro mente e dona loro un grande sollievo.

Siamo impulsivi: proprio perchè ne pensiamo mille, poi non ci rimane molto tempo da perdere e partiamo! Siamo un “Jack in the Box”, il gioco per bambini. E’ quel pagliaccio attaccato all’estremità di una molla. Sta rinchiuso, nella sua scatolina pronto a scattare, e se apriamo il coperchio salta in aria, all’improvviso. Quando è il momento di agire, nessuno ci può fermare. Siamo sempre pronti a comprare il biglietto per la prossima avventura.

Potrei andare avanti all’infinito, ma credo di aver reso l’idea!

Questo è stato un articolo un po’ diverso, ma a cui tengo molto. Non sembra un post di viaggi, invece è il viaggio più potente che ci sia, quello dentro noi stessi.

Quello che ho detto per me vale per tutti voi. Non è il Sagittario ad essere speciale. Ovviamente quello del segno è un simpatico pretesto per ricordarmi della lezione più importante che mi ha regalato questo viaggio:

[Tweet “non c’è un modo giusto e uno sbagliato di essere. Ci sei solo tu!”]

una sorridente me a Kampot

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