Cambogia, VIAGGI

Cucina Khmer? Da provare e da gustare!

Se c’é una cosa che non si può fare a meno di notare in Asia é il cibo che si presenta sotto innumerevoli forme diverse. Innanzitutto crudo nei mercati coloratissimi, odorosissimi immancabili nei villaggi e nelle città.

spezie al mercato
spezie al mercato

Poi cucinato, quello delle bancarelle, dei ristoranti, dei carrettini ambulanti, che, prima che per il suo sapore, ti avvolge e ti conquista con il suo aroma speziato, pungente, piccante.

street food
street food

C’é quello insacchettato, inscatolato che sgranocchi nei lunghi spostamenti in autobus da nord a sud, in lungo e in largo.

cibo da sgranocchiare
cibo da sgranocchiare

C’é il cibo non ancora colto, quello delle risaie, quello delle palme che coronano l’orizzonte così inconfondibilmente asiatico che spesso mi fa esclamare:

“Sono proprio in Asia! Ancora non ci posso credere!”.

tipico orizzonte di campagna
tipico orizzonte di campagna

Il cibo é l’espressione del suo popolo e infatti i cambogiani, così come tutti gli asiatici, sono impegnati a mangiare, a cucinare, a fare compere ad ogni ora del giorno.

frutta al mercato
frutta al mercato

Agli angoli delle strade, scene domestiche di aggregazione si propongono ai nostri occhi; le stesse che si intravedono negli squarci delle loro case aperte.

Sono le scene più familiari, quelle di un nostro passato, che seppur vicino, ci sembra comunque “dell’altro mondo”. Non posso non pensare alle storie che mi racconta il mio babbo. Quei racconti che ho sentito mille volte di quando le donne della sua famiglia, la nonna, la mamma, le zie, le cugine più grandi, cucinavano per tutti. Il finale é sempre lo stesso: le donne lo scacciavano via perché non ce lo volevano tra le scatole in cucina. E allora con un contentino se ne andava a zonzo per gli uliveti, magari con una piccola leccornia sgraffignata.

dolci
dolci

Oggi si é perso il gusto di star insieme dietro ai fornelli; i pranzi sono fugaci e ad ore diverse, a mala pena ci si incrocia. Durante le cene si lascia che la tv soffochi le nostre chiacchiere, così oltre alle forchettate di cibo, di cui quasi non si sente più il gusto, si ingoia la rabbia del mondo, le parole violente dei politici, le urla disperate di chi é in guerra, di chi da un conflitto scappa, la battaglia delle donne uccise perché si sono permesse di dire: “No! Io non ci sto più! Cambio vita e cerco la serenità che merito“.

Poi si va a letto soddisfatti e sazi, abbiamo accumulato la nostra dose giornaliera di calorie, il frigo é zeppo di cibo, e se non lo é basta fare un salto al supermercato il giorno dopo e si continua così.

preparando il tofu per il mio Lok Lak vegetariano
preparando il tofu per il mio Lok Lak vegetariano

Siamo pieni e siamo vuoti;

siamo ricchi e siamo poveri;

siamo vicini e siamo così lontani.

Forse si salvano i pranzi domenicali o quelli delle feste rosse. Allora lì, per qualche oretta, si recupera il tempo perduto e si torna a condividere; la maggior parte del tempo siamo sui social a mettere un “mi piace” sulle storie degli altri, siamo così proiettati all’esterno che l’interno privato delle nostre case lo troviamo quasi scomodo.

Fortunatamente noi si vive in campagna e ancora riusciremo a mantenere per un pò questa tradizione. Per questo motivo quelle scene di banchetti, di pranzetti, di gente in cucina che vedo le sento ancora mie.

una signora al mercato
una signora al mercato

Il cibo é ovunque, é il fil rouge che accomuna le varie tappe di questa mia esplorazione.

Mi incuriosisco, voglio imparare qualcosa della gastronomia cambogiana, visto che tutto quello che ho mangiato finora l’ho trovato delizioso. Scopro, allora, che uno dei corsi di cucina più raccomandati dal popolo del web é proprio a Battambang e si tiene presso il ristorante Nary’s Kitchen.

Colgo la palla al balzo. La mattina dell’ultimo giorno di permanenza mi iscrivo. La classe costa 10$ e include un tour al mercato locale durante il quale si impara qualcosa sui diversi prodotti in esposizione, in cucina si preparano poi tre piatti (che poi sono il proprio pranzo della giornata). Nel prezzo, inoltre, é compreso anche il libretto delle ricette. I piatti che abbiamo preparato sono gustosissimi e vi posso garantire che sono stati i migliori piatti khmer che io abbia mai mangiato!

La cucina cambogiana é divertente, é speziata. La fa da padrone il gusto “limonoso” del succo di lime, il lemongrass pestato nel mortaio, lo zenzero e il galangal grattugiato, le foglioline di kaffir lime in un turbinio di colori e sapori.

trito per il Lok Lak
trito per il Lok Lak

e poi tanto peperoncino, curry, coriandolo, paprika, aglio, erba cipollina, cipolle a far festa

peperoncini coloratissimi
peperoncini coloratissimi

Tutti gli ingredienti vengono avvolti armoniosamente nella dolcezza del latte di cocco, macinato fresco al mercato

preparazione del cocco
preparazione del cocco

Nella cucina cambogiana, come in quella delle nostre nonne, non si butta via niente. Le foglie di banane fanno dei simpatici (ed eco-friendly) contenitori per un prazzo succulento

foglie di banana per fare i cestini
foglie di banana per fare i cestini

Come per tutte le cose, ci vuole tempo per ottenere ottimi risultati. Ve l’ho detto no che in Cambogia si va piano? Allora il miglior modo per cucinare é cuocere al vapore

Fish Amok (senza pesce)
Fish Amok (senza pesce)

Il risultato é il paradiso per le papille gustative e le pupille degli occhi. Chi viene a cena stasera? 🙂

Lok Lak vegetariano, Spring Rolls Veggie e Fish Amok senza pesce
Lok Lak vegetariano, Spring Rolls Veggie e Fish Amok senza pesce

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