Cambogia, VIAGGI

Primi attimi di Cambogia

Il sogno e’ diventato realta’. I cinque giorni passati a Bangkok non hanno fatto altro che aumentare la mia voglia di arrivare in questa terra, tanto sognata ma “chissa’ come sara’ davvero?”

E allora venite con me che vi accompagno nella mia Cambogia. Prima di partire, sempre presa dai mille dubbi, avevo solo una bozza di viaggio. Sapevo che la mia prima tappa sarebbe stata Siem Reap per poter visitare le rovine di Angkor Wat e sicuramente Phnom Penh, per poter capire la storia tanto travagliata di questo paese. Avevo anche intenzione di ritornare in Thailandia per poter passare qualche giorno al mare, magari a Ko Samet.

Per il resto questo viaggio si e’ dipanato sotto i miei piedi. Il cuore mi ha portato esattamente dove aveva bisogno di andare.

Con la Cambogia e’ stato un amore “a pelle”. Su un tuk tuk che mi portava dall’aeroporto alla guesthouse, ho respirato a pieni polmoni il vento caldo della notte di Siem Reap. In me si e’ diffusa immediatamente la consapevolezza di aver raggiunto la mia terra e che sarei tornata in Thailandia solo per prendere il volo di ritorno.

vibrazioni positive

del tutto e’ possibile

della liberta’ di essere artefici del proprio cammino

In tuk'tuk verso la guesthouse
La foto non e’ bellissima ma rende l’idea

La mia gente dall’Italia mi diceva: “Ma sei matta? Tutti quei chilometri e non vai nemmeno al mare?”. La mia risposta e’ stata semplice: “Vi sembrera’ strano. Sono sola dall’altra parte del mondo ma qui mi sento a casa.”

E allora come si puo’ abbandonare un posto che ti fa sentire a tuo agio, una di loro?

[Tweet “A volte, per amare i luoghi che si visitano, e’ anche una questione di fare gli incontri giusti”].

Appena arrivata nella guesthouse ho conosciuto due persone stupende, la Pati e Andres. Loro mi hanno dato il benvenuto in questo paese.

In viaggio si sa, sembra piu’ semplice instaurare una connessione con gli altri viandanti. Si dimentica la reticenza, si e’ piu’ aperti, non ci si vergogna nemmeno di ammettere che qualcosa stia andando storto. Ci si intende subito, senza giudicare.

Nel nostro caso, la fame ci ha messo in sintonia. Sai quella fame che ti prende a tarda notte, dopo essere stati in giro tutta la giornata, e scopri che il bar della guesthouse ha chiuso 10 minuti prima del tuo arrivo? Fortunatamente avevo ancora una scatola di crackers che abbiamo condiviso tra una chiacchiera e l’altra. Senza accorgencene abbiamo fatto le 3 della mattina. Erano anni che non mi capitava di ridere così a crepapelle.

In quella notte caldissima, il viaggio mi ha offerto il suo primo insegnamento:

[Tweet “Sei sempre dove dovresti essere.Tutto va come deve andare.Bisogna solo avere pazienza e fiducia. “]

 

Dal diario di viaggio, ricopio queste parole:

Sono proprio contenta di aver trovato il coraggio di fare questo passo importante per la mia crescita. Quando si inizia a pensare negativo, si attrae solo negativita’. Nel mio momento-dengue me la sono passata proprio male; quasi mi rovino un’esperienza fantastica. La mia testa creava le paranoie forse perche’ non riusciva ad accettare tanta felicita’.

Perche’ ci rimane così difficile comprendere che la gioia e’ possibile? Siamo veramente così abituati a cercare l’inganno, l’inghippo, da guardare con sospetto queste stille di letizia? Ci consideriamo tanto immeritevoli?

La nostra mente ha un potere enorme. Troppo spesso pero’ ci e’ ostile perche’ la usiamo nel modo sbagliato, avverso. Ma il cuore e’ infallibile.

Io ho lasciato che fosse proprio lui a guidarmi. La scoperta e’ stata strabiliante.

Quanta ricchezza nelle storie della gente.

Quanta bonta’ e cordialita’ ho potuto apprezzare nelle persone che ho incontrato.

Allora permettetemi di rubare da “Il Piccolo Principe” di Saint-Exupéry, uno dei miei preferiti, queste parole:

Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale e’ invisibile agli occhi.

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