Thailandia, VIAGGI

Ayutthaya, l’antica capitale siamese

Se durante la vostra permanenza a Bangkok, come me, decidete di fermarvi piu’ a lungo, allora non potete non visitare Ayutthaya, l’antica capitale del regno del Siam. Le sue rovine formano un parco archeologico che dal 1981 e’ diventato  patrimonio dell’UNESCO.

Il sito si trova ad una settantina di km a nord di Bangkok. Il miglior modo per raggiungerlo e’ recarsi in taxi (mi raccomando assicuratevi che abbiano il tassametro) o tuk tuk a Victory Monument. Da lí si puo’ viaggiare comodamente fino ad Ayutthaya in minivan. Sui vari website e forum, cosí come nelle guide turistiche, vi consigliano di usare il treno o l’autobus. Scelte che vi sconsiglio perche’, oltre ad impiegare piu’ tempo, sono anche piu’ costose. In minivan si viaggia comodamente insieme ad altri passeggeri (max 12) al comfort dell’aria condizionata e il biglietto costa solo 60Baht (al cambio di oggi circa 1.60€). Sul mio van eravamo solo tre viaggiatori molto silenziosi.

In minivan fino ad Ayutthaya
In minivan fino ad Ayutthaya

Una volta scesi dal minivan, potete noleggiare una bici o accordarvi con un tuk-tuk (potete barattare sul prezzo), il quale vi accompagnera’ da un tempio all’altro di questo enorme sito archeologico. Se vi imbattete in un tuk tuk driver simpaticissimo come il mio, vi godrete al meglio questa giornata.

Con il mio tuk tuk driver
Con il mio tuk tuk driver

Wat Yai Chaya Mongkol, il primo tempio che ho visitato, mi ha sorpreso per i colori. Fanno da protagoniste, infatti, le stuole giallo oro nelle quali sono avvolti file interminabili di Buddha. Su un libro viene spiegato che la terra rossa delle strade terrose di Varanasi impregno’ l’abito bianco del Buddha, che assunse quindi la tipica tinta ocra che ancora oggi indossano i monaci.

Trascorro parte della mattina visitando questo enorme parco dove non si puo’ non sentirsi osservati dalle tantissime statue imponenti di Buddha silenziosi e immobili.

Prima di pranzo ho il tempo di visitare Wat Maha That, sicuramente l’angolo piu’ conosciuto di Ayutthaya. Si trova qui una testa di Buddha, intorno alla quale sono cresciuti i rami di un albero che hanno incorniciato il suo volto sorridente. Il risultato e’ suggestivo. Viene da domandarsi se la Natura abbia trovato la sua strada adattando i suoi colori all’opera umana o viceversa.

Dopo un pranzo rapido ma saziante, mi rimane il resto del pomeriggio per ammirare gli altri templi dislocati su una superficie di 15km quadrati. Gli altri siti non sono particolarmente affollati, quindi si puo’ andare del proprio passo tra una rovina e l’altra.

Verso sera faccio ritorno nel trambusto di Bangkok. La stanchezza di una giornata si fa sentire. Nel fresco della mia camera, mi ritrovo a scrivere queste parole:

Nei templi ho visto persone inginocchiarsi umilmente e congiungere le mani in preghiere silenziose. Con il capo chino, in devozione, sussurrano richieste con gli occhi rivolti al Buddha. I piedi sono rivolti lontani dalle statue, in segno di rispetto.

Li ho ammirati perche’ in occidente mi sembra si faccia fatica a credere nello stesso modo.

Io, dal mio canto, mi rendo conto di non credere molto.

Credo in me stessa, nelle mie capacita’ e nella mia volonta’. Penso che questa sia la cosa piu’ importante. Se credi in qualcun altro, alla lunga, poi ti dimenticherai di te stesso. Sarai per sempre “costretto”, “legato”.

Queste persone, questi fedeli, cercano la forza in un Dio, in un maestro, in una guida. Io voglio trovare la forza in me stessa.

La mia mente non comprende a fondo questa loro filosofia. Tuttavia, ad un livello recondito, atavico, quello del cuore, sento di condividere il loro credo che li spinge a scegliere il bene al male.

[Tweet “Ecco, sí, credo che si possa lavorare per essere delle persone buone”].

PS: Sono solo parole del mio diario, con queste non mi voglio mettere a dare lezioni sulle religioni 🙂

5 thoughts on “Ayutthaya, l’antica capitale siamese

  1. La conclusione del tuo post mi conforta: c’è qualcuno che la pensa come me. Intendo dire, che ci si può impegnare ad essere delle persone buone, anche credendo fondamentalmente in se stessi. Scegliere tra il bene e il male non è sempre una questione di credo. è molto bello che questo viaggio ti abbia aiutata a fare queste riflessioni. Ciao!

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