Thailandia, VIAGGI

Nella citta’ degli angeli

Eccomi… nella citta’ degli angeli. E infatti incontro subito il mio primo angelo: Maurizio.

Siamo tra gli ultimi ad aspettare lo zaino. Tra atterraggio e controlli sono le 21. Mi chiede se e’ la prima volta in Thailandia. Si, e’ la prima volta in Asia.

Sono anni che lui ci viene; cosí tanti che non si fermera’ nemmeno a Bangkok. Procede per Koh Tao e poi Cambogia.

“Io devo andare nella zona di Khao San. Ho prenotato a Rambuttri”, gli dico forse sperando che mi dia qualche dritta (gia’ l’aeroporto mi pare gigante).

E lui, prontamente, mi dice che c’e’ un’altra ragazza che va in quella direzione. Ecco Alex, e’ tedesca, e’ la sua seconda volta a Bangkok. Stara’ solo 10 giorni, il tempo di fare un corso di massaggi Thai; ma la sua meta e’ Bali, per fare surf. Il secondo angelo.

Decidiamo di condividere un taxi. Scendiamo al piano di sotto, alla fermata. Mentre aspettiamo, Alex si fuma una sigaretta perche’ la fila al taxi e’chilometrica. Si unisce a noi un altro ragazzo, un francese (non ricordo il nome), deve arrivare alla stazione nord per prendere un treno per Chiang Mai.

Io ho mille pensieri in testa. Non so come ho fatto ad essere lí; si e’ svolto tutto cosí rapidamente da non darmi il tempo di capire cosa stia succedendo. Il caldo e’ soffocante.

Dopo quella che mi pare un’eternita’, arriva il nostro turno di salire in taxi. Conversiamo un poco con il tassista (frasi di routine. Le sue: Da dove venite? E’ la prima volta in Thailandia? Noi: Come ti sta andando la serata? C’e’ movimento?). Poi cala il silenzio, quello tipico della riflessione che si impone dopo un avvenimento importante. Per lo meno per me. E finalmente posso iniziare a vedere lucidamente quello che mi succede intorno.

La strada dall’aeroporto e’ un caos: macchine, luci, insegne pubblicitarie, indicazioni stradali incomprensibili ma e’ niente in confronto a quando arriviamo nella zona dove alloggio. Rambuttri e’ la via parallela, a nord, di Khao San Road (che avevo evitato caldamente). A Khao San ci sono andata insieme a un ragazzo australiano, la sera dopo, giusto per vedere com’era (D’altra parte, come mi dice lui, non si puo’ venire qua e non farci nemmeno un  salto!). Percorrendola da cima a fondo ho capito che, ancora una volta, il destino aveva scelto bene per me.

Khao San - sabato sera
Khao San – sabato sera

Se non sei un teenager nel tuo gap year, che e’ venuto per sballarsi allora devi pernottare a Rambuttri. La sera e’ movimentata, c’e’ il mercato notturno, ci sono ristoranti, bar e chioschi, file interminabili di lettini per i massaggi, ma e’ anche un posto per bersi una birretta all’aperto e ascoltare una band thailandese.

La mia prima birra a BKK
La mia prima birra a BKK

La mattina e il pomeriggio sparisce tutta la movida e si puo’ passeggiare, godendosi la quiete.

Monaci a passeggio per Rambuttri di mattina
Monaci a passeggio per Rambuttri di mattina

La sera, comunque, non trovi la musica assordante e le discoteche di Khao San. Khao San Road rappresenta, per me, quell’aspetto dell’Asia che voglio evitare: ragazzetti, ubriachi, ultra-cinquantenni con a fianco ragazze splendide troppo giovani, discoteche, musica pompata.

Perche’ andare dall’altra parte del mondo per fare cose che si possono fare il sabato sera nella propria citta’? Forse, ubriacarsi perche’ la birra costa 0.50$ da’ piu’ soddisfazione. Non per me.

Rambuttri e’ troncata a meta’ dalla strada principale, quindi c’e’ una Rambuttri est e una ovest. Ci arrivo verso le 11 di notte. E’ una via stretta, pavimentata, pedonabile. Ma il mio tassista ci entra con la macchina. Io allibita dal numero spropositato di gente per strada. Poi mi ricordo che e’ venerdì sera. A me sembra una giungla. Ma lui con una certa destrezza riesce a non mettere sotto nessuno o a travolgere le bancarelle.

Saluto Alex, con lei ci saremmo viste forse il giorno dopo. Ed eccomi davanti all’albergo. Ho caldo, ho mani e piedi gonfi, la faccia non se ne parla, lo zaino pesa, sono in piedi da non so quanto tempo… ma il cuore batte forte, adrenalina a mille.

Salgo in camera, mi butto sul letto.

La faccia della felicita'
La faccia della felicita’

La prima conversazione che ho avuto con la Laura, la prima persona che ho chiamato, la mia migliore amica da 25 anni, che mi sopporta, sa tutto e questo viaggio l’ha vissuto con me a distanza ma in tempo reale, descrive perfettamente quello che ho provato al fresco della mia camera.

Sei felice? Si! Ma non mi sembra ancora reale!
Sei felice? Si! Ma non mi sembra ancora reale!

Buona notte! Dalla citta’ degli angeli!

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